Carissime amiche di Donne Imprenditrici ho una proposta che desidero condividere con voi: Vogliamo che il gruppo Donne Imprenditrici sia davvero un gruppo a sostegno dello sviluppo di attività economica sociale per chi fa impresa, per chi vuole iniziare una nuova attività, per la professionista o colei che della sua passione vuole tentare di avere nuove entrate per supportare le sempre più diverse crisi economiche micro e macro?
Avete mai sentito parlare di B2B , Business Networking, Associazione di Promozione Sociale d’ Impresa, Microcredito, Fundraising, FSE?
Allora vi chiedo cinque minuti per approfondire insieme:
Qui di seguito alcune precisazioni su alcune terminologie inglesi che è sempre bene rinfrescare..
Business Networking è il processo di stabilire un rapporto reciprocamente vantaggiose con altri Donne di Impresa ( consideriamo già il termine Impresa come Donna perché ogni Donna è Impresa di se stessa)i e / o clienti. La chiave per il business networking vero è l'instaurazione di un rapporto di mutuale beneficio, e questo è un evento estremamente raro a nell’ambito delle relazioni d’affari dove ci si limita sol a scambiarsi i bigliettini da visita senza costruire vere opportunità e che sono spacciata come business networking . Lo scopo della creazione di un Business Network è quello di aumentare le entrate do ogni Donna che esercita in proprio un’attività – in un modo o nell'altro,costruendo e realizzando lo sviluppo di una relazione con un nuovo cliente, o di sviluppare nel corso del tempo, come ad imparare una nuova abilità commerciali. I migliori gruppi di business networking operare attraverso lo scambio di informazioni aziendali, idee e sostegno. L'abilità più importante per Business Network è l’ ascolto, ossia concentrandosi su come si può aiutare la persona che si stanno ascoltando, è il primo passo per stabilire un rapporto di mutuale beneficio.
Ed il B2B? Il Business to Business (letteralmente "azienda-verso-azienda"), spesso indicato con l'acronimo B2B, è un termine comunemente utilizzato per descrivere le transazioni commerciali elettroniche tra imprese, in opposizione a quelle che intercorrono tra le imprese ed altri gruppi, come quelle tra una ditta e i consumatori/clienti individuali (B2C, dall'inglese Business to Customer o Business to Consumer, lett. "azienda-verso-cliente o consumatore") oppure quelle tra una compagnia e il governo (B2G, dall'inglese Business to Government, lett. "azienda-verso-governo). Si tratta di un termine nato e quasi esclusivamente utilizzato nel commercio elettronico o e-commerce, che di solito prende la forma di processi automatizzati tra partner commerciali, e che può anche riferirsi a tutte le transazioni effettuate in una catena di valore industriale, prima che il prodotto finito venga venduto al consumatore finale. Più specificamente, Business-to-Business o B2B indica le relazioni che un'impresa detiene con clienti professionali, cioè altre imprese, collocate in punti diversi della filiera produttiva.
Le imprese, in particolare le piccole e micro imprese, artigiani , autonomi e professionisti, costituiscono da sempre il più importante patrimonio del Paese in termini di competenze, creazione di ricchezza e di lavoro, sviluppo. Le piccole imprese sono chiamate ad operare affinché lo sviluppo economico sia collegato alla crescita sociale, alla qualità della vita e del territorio, al benessere diffuso e delle comunità locali.
Queste imprese e soprattutto quelle “al femminile” sul territorio costituiscono fin dalle origini un riferimento fondamentale per coniugare etica e lavoro, economia e crescita sociale, benessere e produzione di ricchezza. Questi valori rappresentano l’agire di impresa e vanno promossi attraverso una azione culturale, informativa, progettuale in grado di coinvolgere le imprese in iniziative ed interventi volti a promuovere la capacità inclusiva e l’attenzione sociale delle imprese. A tal fine si costituiscono le Associazioni di promozione sociale d’ Impresa.
Associazioni di Promozione Sociale d’Impresa
L’associazione di promozione sociale di impresa costituisce lo strumento organizzato, flessibile ed autofinanziato per la promozione delle iniziative senza fini di lucro nel vasto campo del sociale e dell’integrazione (occupabilità, invecchiamento attivo, inclusione sociale ed ambito socio educativo e culturale, animazione territoriale etc..) ed intende diventare uno strumento di rafforzamento della rete territoriale associativa e delle azioni ed iniziative sul territorio destinate a sostenere la promozione sociale.
In attuazione degli att. in attuazione degli articoli 2, 3, secondo della Costituzione e del Legge 7 dicembre 2000, n. 383:
1. Sono considerate associazioni di promozione sociale le associazioni riconosciute e non riconosciute, i movimenti, i gruppi e i loro coordinamenti o federazioni costituiti al fine di svolgere attività di utilità sociale a favore di associati o di terzi, senza finalità di lucro e nel pieno rispetto della libertà e dignità degli associati.
2. Non sono considerate associazioni di promozione sociale, ai fini e per gli effetti della presente legge, i partiti politici, le organizzazioni sindacali, le associazioni dei datori di lavoro, le associazioni professionali e di categoria e tutte le associazioni che hanno come finalità la tutela esclusiva di interessi economici degli associati.
3. Non costituiscono altresì associazioni di promozione sociale i circoli privati e le associazioni comunque denominate che dispongono limitazioni con riferimento alle condizioni economiche e discriminazioni di qualsiasi natura in relazione all’ammissione degli associati o prevedono il diritto di trasferimento, a qualsiasi titolo, della quota associativa o che, infine, collegano, in qualsiasi forma, la partecipazione sociale alla titolarità di azioni o quote di natura patrimoniale.
La forma giuridica prevede l’accesso anche ad agevolazioni fiscali ed a forme di sostegno proprie delle Onlus per le attività corrispondenti.
Le associazioni di promozione sociale traggono le risorse economiche per il loro funzionamento e per lo svolgimento delle loro attività da:
1. quote e contributi degli associati;
2. eredità, donazioni e legati;
3. contributi dello Stato, delle regioni, di enti locali, di enti o di istituzioni pubblici, anche
4. finalizzati al sostegno di specifici e documentati programmi realizzati nell’ambito dei fini statutari;
5. contributi dell’Unione europea e di organismi internazionali;
6. entrate derivanti da prestazioni di servizi convenzionati;
7. proventi delle cessioni di beni e servizi agli associati e a terzi, anche attraverso lo svolgimento di attività economiche di natura commerciale, artigianale o agricola, svolte in maniera ausiliaria e sussidiaria e comunque finalizzate al raggiungimento degli obiettivi istituzionali;
8. erogazioni liberali degli associati e dei terzi;
9. entrate derivanti da iniziative promozionali finalizzate al proprio finanziamento, quali feste e sottoscrizioni anche a premi;
10. altre entrate compatibili con le finalità sociali dell’associazionismo di promozione sociale.
Per "fundraising" si può intendere l'insieme delle teorie e delle tecniche necessarie a garantire la sostenibilità di una causa sociale e dell'organizzazione che la persegue e di promuoverne lo sviluppo costante nel tempo verso una molteplicità di interlocutori pubblici e privati.
Sono varie le modalità con cui è possibile fare fund raising. Il direct marketing è una di queste e consiste nell'invio di lettere presso un elenco di donatori o potenziali tali. Tuttavia il fund raising, per sua natura, non si fonda solo sulle donazioni ma anche su un complesso di modalità di raccolta da utilizzare nei confronti di ogni possibile mercato del fund raising pubblico e privato (eventi, sponsorizzazioni, investimenti sociali, attività di tipo commerciale, presentazione di progetti a bandi di concorso, ecc.).
Il microcredito è uno strumento di sviluppo economico che permette l'accesso ai servizi finanziari alle persone in condizioni di povertà ed emarginazione. I programmi di microcredito propongono soluzioni alternative per queste microimprese e in un certo senso sono paragonabili ai prestiti d'onore.
Negli ultimi anni, inoltre, vi è stata una maggior diffusione del microcredito (con gli adattamenti opportuni) anche nelle economie avanzate a sostegno dei cosiddetti "nuovi poveri", cioè non solo coloro che nei paesi sviluppati vivono sulla soglia della sussistenza o al di sotto di essa e che possono trovarsi in gravi difficoltà di fronte a spese improvvise anche di piccola entità; ma soprattutto per la piccola impresa e gli artigiani che dai canali tradizionali non possono accedere e si devono rivolgere quindi al social lending o prestiti peer-to-peer. Questa area del microcredito può essere definita come sostegno al fabbisogno finanziario indistinto (oltre il 70% delle attività e dei programmi promossi).
I Fondi Europei
In ambito transnazionale ci sono fondi europei a sostegno del sociale: il Programma Equal II (o Equal II fase) prevede la promozione di nuovi mezzi di lotta contro le forme di discriminazione e di disparità connesse al mercato del lavoro.
Le principali direttrici di intervento sono 3: l’integrazione stabile tra le politiche del lavoro e le politiche sociali, lo sviluppo di una società della conoscenza non discriminatoria, lo sviluppo locale, sociale ed occupazionale.
Nell’ambito dell’Asse Imprenditorialità (tema D), Equal II si propone di innovare e rafforzare l’economia sociale riconoscendo in essa un ambito in cui promuovere congiuntamente sviluppo sociale, economico ed occupazionale.
LA MIA IDEA? DONNE IMPENDITRICI COME ASSOCIAZIONE DI PROMOZIONE SOCIALE DI IMPRESA!
Perche?
Per promuove e gestire progetti innovativi di sviluppo locale e di sviluppo delle risorse umane in una dimensione nazionale europea, avvalendosi del Network di Donne Imprenditrici coinvolgendo direttamente tutte le professioniste e membri attivi di Donne Imprenditrici con competenze i nella gestione, monitoraggio, rendicontazione di progetti complessi finanziati con fondi comunitari; a queste competenze trasversali si aggiungono poi competenze specifiche settoriali (sviluppo locale, sociale e pari opportunità) per tutte coloro che vogliono sviluppare il proprio business, promuove periodicamente eventi nei settori più svariati che daranno la possibilità alle imprese locali di incontrare potenziali partner ,migliorare le loro attività imprenditoriali, per coloro che vogliono mettersi in proprio.
Il gruppo Donne Imprenditrici ha tutto ciò che serve perché ognuna di noi può mettere a disposizione la propria professionalità in un ottica di promozione e sviluppo economico sociale di reciproco interesse.
Tutte le Donne sono Impresa e come tale possiedono le capacità e possibilità di creare sostegno e sviluppo.
Allora che ne pensate? Vogliamo provarci!
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